Unità Pastorale Padre Misericordioso

parrocchie di Coviolo, Preziosissimo Sangue, Rivalta, Sacro Cuore – Reggio Emilia

Coviolo

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Parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio

coviolo-oldCoviolo non ebbe fin da subito una vera e propria chiesa pubblica con regolare ufficio liturgico; il primo edificio sacro che vi fu costruito infatti era un oratorio privato, fatto erigere dal signore del feudo (prima dell’anno 1000) e dedicato ai SS. Gervasio e Protasio.

Nell’anno 1111, sotto il dominio di Matilde di Canossa e quando era vescovo di Reggio Bonseniore, un certo Aginulfo, in qualità di signore feudatario di “Covigliolo”, fece dono di molti beni al Monastero benedettino di S. Prospero fuori le mura: vari terreni con i relativi edifici, canali d’irrigazione e acquedotti e una cappella già esistente e dedicata ai SS. Gervasio e Protasio; in cambio delle rendite della terra, riceveva dal monastero la perpetua preghiera in suffragio delle anime dei genitori Attone e Imelda e di tutti i parenti defunti della famiglia e assicurava agli abitanti della sua terra una più o meno regolare officiatura liturgica.

Nel 1168 il vescovo Albricone la consacrò solennemente, riconoscendone le qualità di chiesa pubblica. Dal 1168 al 1520, quindi, la nomina del Rettore di Coviolo venne fatta dall’Abate del Monastero di S. Prospero, che aveva monaci in abbondanza (circa 200) essendo uno dei più importanti d’Italia, mentre all’arciprete di Rivalta restarono i diritti plebanali (sepoltura, battesimo e penitenza) che cessarono del tutto nel secolo XII quando la Chiesa di Coviolo divenne tempio “battesimale”. Nel XIV secolo la Chiesa di Coviolo versava rendite tra le più alte al Monastero di S. Prospero, segno di ricchezza e prosperità della zona.

Nel 1528 il Rettore  venne nominato per la prima volta dal Papa stesso: si tratta di Giovanni Gaspare Badalocchio che mandò in rovina le sorti della chiesa di Coviolo, sia trascurando la salute degli edifici di sua pertinenza, affidati a Cappellani ignoranti e senza zelo, sia privandola di una possessione di 60 biolche che nel 1562 diede in enfiteusi (mezzadria in perpetuo) a Gaspare Scaruffi, banchiere reggiano, in cambio di una rendita annuale. Alla chiesa di Coviolo rimase così una sesta parte degli antichi possedimenti e tutti i Parroci che successivamente si mossero per annullare in qualche modo questo contratto, non vi riuscirono, avendo riconosciuto tutti i tribunali la legalità dell’operato.

Non sappiamo esattamente quale forma avesse l’antica chiesa di Coviolo, preesistente a quella attuale che è del sec. XVIII. Il Rettore Domenico Toschi in una visita fatta nel 1652, descrive al vescovo di Reggio che la chiesa appare di una sola navata, col tetto in legno, con l’abside verso oriente e l’ingresso principale verso occidente, ha 5 finestre vetrate, un coro coi sedili di mattoni, ha tre altari: il maggiore è dedicato alla Compagnia del SS.mo Sacramento, poi ne esiste uno dedicato alla B.V. del Rosario e uno a S. Rocco per devozione della famiglia Chiesi. E’ menzionata la torre, corredata di due campane, contigua alla chiesa dallo stesso lato della canonica ed ha un sagrato recintato da siepi e cancello . Un’idea più precisa la si ha guardando la pianta della chiesa allegata alla visita pastorale di Mons. Marliani fatta nel 1663.

Nel 1723 il Rettore di allora, Barigazzi, demolì la vecchia chiesa e, su progetto dell’architetto reggiano Prospero Matttioli, e con i denari dei parrocchiani, gettò le fondamenta per quella nuova in stile barocco, che, dopo 12 anni di lavori, venne consacrata dal vescovo Mons. Ludovico Forni il 28 settembre 1735 (l’epigrafe in marmo che ricorda l’evento è ancora oggi sopra l’uscio che porta nella Sagrestia, che venne costruita nel 1769).

Fatta la chiesa andavano realizzati gli arredi liturgici: tra le prime cose, l’altare maggiore e il coro, l’altare del SS.mo Crocifisso e il dipinto in esso collocato, l’altare della Beata Vergine del Rosario…

Nel 1780, sotto la direzione del capomastro Sebastiano Zanni, viene realizzata la facciata della chiesa e viene innalzata la nuova torre demolendo la parte rustica della canonica ricostruita un po’ più distante.

Estratto da Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio Coviolo del 19/06/2011 a cura di Chiara Panizzi nel IX centenario della chiesa dei SS. Martiri Gervasio e Protasio

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