Unità Pastorale Padre Misericordioso

parrocchie di Coviolo, Preziosissimo Sangue, Rivalta, Sacro Cuore – Reggio Emilia

Accoglienza Migranti

Migranti a bordo della nave P.03 "Denaro" della guardia di finanza dopo essere stati tratti in salvo al largo delle coste libiche, Mar Mediterraneo 22 aprile 2015..ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Cosa è l’Accoglienza Migranti?

La Caritas Diocesana, su invito del Vescovo Massimo, ha dato la propria disponibilità alla Prefettura di Reggio Emilia ad accogliere un certo numero di migranti provenienti da diverse regioni africane.

Il Progetto di accoglienza Caritas prevede due fasi: la prima accoglienza, nella quale un gruppo di 12-15 migranti viene ospitato in un’unica struttura parrocchiale, viene seguita da una seconda fase di accoglienza in cui i migranti, suddivisi in gruppi di 2 – 4 persone, trovano ospitalità in appartamenti parrocchiali distribuiti sul territorio diocesano.

La nostra Unità Pastorale ha risposto all’invito di Caritas mettendo a disposizione alcuni locali nei quali è stata effettuata la prima accoglienza di due gruppi di migranti. Il primo gruppo è arrivato il 7 novembre 2016 ed era formato da 15 uomini che progressivamente, nell’arco di 2 – 3 mesi, sono stati inseriti a piccoli gruppi, in altre strutture parrocchiali diocesane. Il secondo gruppo, di 12 uomini, è arrivato in Parrocchia il 30 dicembre ed è tuttora ospitato nella nostra UP parrocchiale, in attesa di poter aderire alla seconda fase di accoglienza.

Dove sono ospitati i migranti?

I migranti sono ospitati nei locali adibiti in passato a canonica del Sacro Cuore, adeguatamente ristrutturati dalla Caritas Diocesana.

Chi sono i migranti ospiti dell’Unità Pastorale?

La fase di prima accoglienza avviata nella nostra UP si occupa di migranti che sono appena giunti in Italia; il primo gruppo, ad esempio, era formato da persone sbarcate da sole due settimane, con tutte le difficoltà e le necessità conseguenti.

Sono persone in genere molto giovani (19 – 26 anni), provenienti da varie nazioni dell’Africa centrale, con storie e percorsi di vita e di viaggio differenti fra loro, ma molto faticose e spesso traumatiche e di grave sofferenza. Arrivati a Reggio Emilia non sanno letteralmente dove si trovano, non sanno come è fatta l’Italia; ricordano il nome del porto siciliano in cui sono appena sbarcati, ma quasi tutti non sanno assolutamente niente del nostro paese e di chi li sta accogliendo. Le loro storie precedenti li rendono anche molto diffidenti e impauriti. Raramente si conoscono tra di loro, se non da pochi giorni, e non sempre parlano la stessa lingua. Qualcuno conosce l’inglese, molti il francese, alcuni nessuna delle due lingue ma solo lingue locali, alcuni sono analfabeti.

Qual è il loro progetto di inserimento?

Il progetto di prima accoglienza inizia prendendosi cura delle necessità sanitarie e personali essenziali più immediate (visite, eventuali terapie, vestiario, ecc..) e provvede quanto prima possibile ad inserire i ragazzi in corsi di lingua italiana. Attualmente, durante la settimana, i migranti frequentano alcune scuole di Italiano in città e alcuni volontari svolgono ulteriori lezioni di Italiano presso la casa di accoglienza.

Sin dalle prime fasi dell’accoglienza la Caritas diocesana assiste i migranti nell’avvio delle pratiche legali per la richiesta d’asilo.

Obiettivo primario del progetto è sicuramente quello dell’accoglienza umana, della costruzione di rapporti personali di fiducia e di un sereno clima di convivenza in casa, sia con i volontari che all’interno del gruppo dei migranti.

Gli operatori Caritas e i volontari accompagnano gli ospiti della casa nella vita quotidiana, ad acquisire un po’ di autonomia domestica: a fare da mangiare, a riordinare la cucina, a mantenere l’igiene della casa, a fare la raccolta differenziata dei rifiuti, … Un volontario in particolare gestisce l’organizzazione degli approvvigionamenti e della cucina, prepara i pasti con la collaborazione dei migranti o lascia le consegne di pranzi e cene a migranti e volontari. I migranti vengono da paesi

dove le attività domestiche sono svolte solo dalle donne, hanno lasciato la loro casa da molto tempo, anche da due anni, qualcuno da tre, attraversando vari paesi africani, da ultimo la Libia; potrebbero certamente insegnarci l’arte della sopravvivenza. Tuttavia inserirsi in una casa europea non è banale: ad esempio già solo l’uso dei vari tipi di saponi e detersivi con etichette in italiano non è immediato.

Nella seconda fase dell’accoglienza i migranti vivranno in gruppi più piccoli, spesso formati da persone della stessa nazionalità e potranno gestirsi con maggiore autonomia e con modalità rispondenti anche alle usanze dei loro paesi.

Oltre alla scuola e alle attività domestiche, ai migranti sono proposte attività di volontariato: ad esempio la pulizia del grande parco della ex-canonica del Sacro Cuore che da anni non veniva curato, la costruzione e la gestione di un orto, alcune pulizie degli ambienti parrocchiali ed altro. Alcuni volontari, assieme agli operatori Caritas organizzano inoltre partite di basket o di calcio e vi sono state iniziative di ritrovo anche con un gruppo di giovani della Parrocchia.

Come si può contribuire al progetto?

A seconda dell’indole, del tempo e delle competenze si può essere utili per le seguenti attività:

TURNI AI PASTI: per affiancare gli ospiti nell’allestimento di colazione, pranzo e cena e riordino finale.

IGIENE DEGLI AMBIENTI: per l’educazione alla pulizia degli ambienti, alla destinazione d’uso dei vari detersivi, alla raccolta differenziata dei rifiuti,…

NECESSITA’ SANITARIE: per supportare eventualmente il personale Caritas negli accessi dei migranti alle strutture sanitarie.

BIANCHERIA DELLA CASA E VESTITI: per la gestione del guardaroba della casa (asciugamani, lenzuola,..), per la gestione della lavatrice.

ATTIVITA’ OCCUPAZIONALI E DI STUDIO: per affiancare i migranti nelle loro attività di volontariato, di studio o anche di svago.

MANUTENZIONE DELLA CASA: per effettuare piccoli lavori di manutenzione.

Ognuna di queste attività ha comunque come primo obiettivo quello dell’incontro tra persone, dell’ascolto discreto e dell’accoglienza reciproca.

In quali orari è necessario l’apporto dei volontari?

Per la colazione: ore 8,00-9,00
Per il pranzo: ore 12,00-13,30
per la cena: ore 19.30 – 21,00

Referente: Pier Paolo Ferretti tel. 335.5612966 e-mail ferretti.pierpaolo@gmail.com