LETTERA DEL VESCOVO MASSIMO

Cari fedeli della Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla,
Cari amici,
in questo momento segnato da una certa inevitabile confusione, desidero far giungere a tutti
voi il pensiero e le preoccupazioni del Vescovo che, come un padre, partecipa delle ansie di tutti i
suoi figli.
Da dove viene il coronavirus? Dal cuore della Cina, non certo dal cuore di Dio. Ma è anche
vero che Dio si sta servendo di esso per richiamarci tutti ad uno sguardo più profondo sulla nostra
vita. Scopriamo infatti, improvvisamente, di essere fragili: chiusi spesso nelle certezze che vengono
a noi dalle grandiose scoperte della scienza e dalla loro applicazione tecnologica, connessi con tutto
il mondo e illusi di poterne essere padroni, siamo messi improvvisamente di fronte a uno scenario
più realistico: l’uomo è debole, fragile e può trovare la sua grandezza e forza soltanto nell’amore
verso se stesso, verso il proprio destino personale, temporaneo ed eterno e nell’amore verso gli altri
e verso Dio.
Di necessità siamo così portati ad una essenzialità di vita che può creare benevoli momenti
di silenzio, di riflessione, di cura. Preghiamo nelle nostre case, per noi stessi, per i malati del mondo,
per i morti, per i loro cari. Preghiamo per i medici e gli operatori sanitari, preghiamo per gli uomini
della sicurezza e dell’esercito, chiamati a un surplus di fatiche. Preghiamo per i nostri governanti,
ritagliamoci un tempo di lettura, di riflessione, di vicinanza a coloro che hanno bisogno. Ciò che
non sappiamo più fare siamo ora quasi obbligati a riprendere.
Il coronavirus non lascerà le cose come prima: dopo il suo passaggio saremo migliori o
peggiori? Dipende da noi. Come le grandi malattie che hanno segnato la storia dei popoli, esso può
diventare un’occasione di ravvedimento e di conversione. L’uomo senza Dio perde completamente
la bussola della propria vita. Con Dio può ritrovarla. Può imparare a considerarsi non
semplicemente un cercatore di soddisfazioni a buon mercato, ma un cercatore di infinito, un fratello
e un amico degli altri uomini, un abitatore rispettoso di questo Pianeta, che attende di essere con
noi interamente trasformato, per essere riscattato dalla sua caducità (cf. Rm 8,19-22).
In questi giorni, e probabilmente anche nei successivi, sarà difficile o addirittura impossibile
partecipare alla Liturgia Eucaristica. Sostituiamola con la preghiera del Santo Rosario:
invochiamo da Maria la protezione per la nostra Città, la nostra Provincia, la nostra Regione, il
nostro Paese. Se ci è possibile, chiediamo la guarigione dei cuori, oltre che dei corpi, anche
attraverso il digiuno, nelle forme che ciascuno deciderà di intraprendere. Capovolgiamo il male del
coronavirus in un bene per tutti noi. Sono vicino ai malati, ai loro famigliari, alle comunità
provate. Su tutti chiedo la benedizione del Signore.
Oggi alle ore 18.00 purtroppo non potrò tenere il momento di preghiera nella Basilica della
Ghiara, che avevo previsto. Pregherò comunque allo stesso orario il Santo Rosario insieme ai miei
segretari nella mia Cappella Privata: vi chiedo di unirvi alla mia preghiera dalle vostre case.
+ Massimo Camisasca
Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla

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Diocesi Reggio Emilia – Guastalla – Mercoledì delle Ceneri
Testi per la preghiera e meditazione nelle case

All’inizio del Tempo di Quaresima, nell’impossibilità di poter partecipare alle tradizionali funzioni religiose previste
dal Calendario Liturgico, ogni fedele è invitato a vivere, in un clima di preghiera e penitenza, l’inizio di questo tempo
di grazia. Accogliendo l’invito del Vescovo Massimo e quanto Papa Francesco ha scritto nel Messaggio per la Quaresima
di quest’anno, si propongono di seguito alcuni testi che possono essere utilizzati per la preghiera personale, in famiglia
e nei vari luoghi dove viviamo.
1. LETTURA E MEDITAZIONE PERSONALE DELLE LETTURE TRATTE DALLA LITURGIA DEL GIORNO
Dal libro del profeta Gioele (Gl 2,12-18)
Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio,
perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all’ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libazione per il Signore, vostro Dio.
Suonate il corno in Sion,
proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo,

indite un’assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov’è il loro Dio?».
Il Signore si mostra geloso per la sua terra
e si muove a compassione del suo popolo.

Preghiera del Salmo 50(51)
Da recitarsi a cori alterni (se possibile)

Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore
cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell’intimo m’insegni la sapienza.
Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.
Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato *
tu, o Dio, non disprezzi.
Nel tuo amore
fa’ grazia a Sion, *
rialza le mura
di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l’olocausto e l’intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

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Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2Cor 5,20 -6,2)
Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta.
Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto
peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice
infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora
il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
Lettura del Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia
davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il
Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te,
come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi
dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua
sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel
segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze,
amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la
loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre
tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria
disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro
ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda
che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti
ricompenserà».

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  1. PREGHIERA DEL SANTO ROSARIO CON MEDITAZIONE DEI MISTERI DOLOROSI

Primo Mistero – La preghiera di Gesù nel Getsemani

La Parola del Signore – Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi
discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a
sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e
vegliate». Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da
lui quell’ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non
ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo
sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. (Mc 14,32-36; Lc 22,44)
La Fede della Chiesa – Il calice della Nuova Alleanza, che Gesù ha anticipato alla Cena offrendo se
stesso, in seguito egli lo accoglie dalle mani del Padre nell’agonia al Getsemani facendosi
“obbediente fino alla morte” (Fil 2,8). Gesù prega: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo
calice!” (Mt 26,39). Egli esprime così l’orrore che la morte rappresenta per la sua natura umana.
Questa, infatti, come la nostra, è destinata alla vita eterna; in più, a differenza della nostra, è
perfettamente esente dal peccato che causa la morte; ma soprattutto è assunta dalla Persona divina
dell’ “Autore della vita” (At 3,15), del “Vivente” (Ap 1,17). Accettando nella sua volontà umana che
sia fatta la volontà del Padre, Gesù accetta la sua morte in quanto redentrice, per “portare i nostri
peccati nel suo corpo sul legno della croce” (1Pt 2,24). (Catechismo della Chiesa Cattolica 612)
Meditazione – Sono io, [dice Gesù], e atterra gli empi. Che cosa farà quando verrà a giudicare, colui
che ha fatto questo quando doveva essere giudicato? Quale sarà la sua potenza quando verrà per
regnare, se era tanta quando stava per morire? Anche adesso, per mezzo del Vangelo, Cristo fa
sentire ovunque la sua voce. E’ certo i persecutori andarono, guidati dal traditore, per arrestare
Gesù; trovarono colui che cercavano e udirono la sua voce: Sono io: perché non lo presero, ma
indietreggiarono e caddero in terra, se non perché così volle colui che poteva tutto ciò che voleva?
Ma in verità, se egli non si fosse mai lasciato prendere, essi certamente non avrebbero potuto
compiere ciò per cui erano andati, ma nemmeno lui avrebbe potuto effettuare ciò per cui era venuto.
Essi lo cercavano, nella loro crudeltà, per metterlo a morte; egli cercava noi per salvarci con la sua
morte. Egli ha dato una prova della sua potenza a coloro che invano hanno tentato di arrestarlo; lo
prendano ormai, affinché egli possa compiere la sua volontà per mezzo di essi che lo ignorano.
(Sant’Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni, Omelia 112)
Preghiamo – O Dio, che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai voluto continuare la passione del
tuo Figlio nelle membra piagate del suo corpo, che è la Chiesa, fa’ che uniti alla Madre Addolorata
ai piedi della croce impariamo a riconoscere e servire con amore premuroso il Cristo sofferente nei
fratelli.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, Gesù mio

Secondo Mistero – La flagellazione di Gesù

La Parola del Signore – Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre
più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo
sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri
figli». Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché
fosse crocifisso. (Mt 27, 24-26)
La Fede della Chiesa – Le sofferenze di Gesù hanno preso la loro forma storica concreta dal fatto
che egli è stato “riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi” (Mc 8,31), i quali lo
hanno consegnato “ai pagani” perché fosse “schernito e flagellato e crocifisso” (Mt 20,19). La morte
violenta di Gesù non è stata frutto del caso in un concorso sfavorevole di circostanze. Essa
appartiene al mistero del disegno di Dio, come spiega san Pietro agli Ebrei di Gerusalemme fin dal
suo primo discorso di Pentecoste: “Egli fu consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la
prescienza di Dio” (At 2,23). Questo linguaggio biblico non significa che quelli che hanno

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“consegnato” Gesù (At 3,13) siano stati solo esecutori passivi di una vicenda scritta in precedenza
da Dio. (Catechismo della Chiesa Cattolica 572, 599)
Meditazione – Così si adempiva ciò che Cristo aveva predetto di se stesso, insegnando ai martiri a
sopportare tutto ciò che ai persecutori fosse piaciuto di far loro subire. Occultando per breve tempo
la sua tremenda maestà, voleva anzitutto proporre alla nostra imitazione un grande esempio di
pazienza; il suo regno che non era di questo mondo, vinceva così il mondo superbo, non con
sanguinose lotte, ma con l’umiltà della pazienza; questo grano, che doveva moltiplicarsi, veniva
seminato in mezzo a così orribili oltraggi, per germogliare mirabilmente nella gloria.
(Sant’Agostino, Omelia 116,1)
Preghiamo – O Dio, che per redimere il genere umano, sedotto dagli inganni del maligno, hai
associato alla passione del tuo Figlio la Madre Addolorata, fa’ che tutti i figli di Adamo, risanati
dagli effetti devastanti della colpa, siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, Gesù mio

Terzo Mistero – Gesù è coronato di spine

La Parola del Signore – Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e
convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine,
gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il
capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo
averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per
crocifiggerlo. (Mc 15, 17-20)
La Fede della Chiesa – La morte di Cristo è contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie
la redenzione definitiva degli uomini per mezzo dell’”Agnello che toglie il peccato del mondo” (Gv
1,29) e il sacrificio della Nuova Alleanza che di nuovo mette l’uomo in comunione con Dio
riconciliandolo con lui mediante il sangue “versato per molti in remissione dei peccati” (Mt 26,28).
Questo sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici. Esso è innanzitutto un dono dello
stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per riconciliare noi con lui. Nel medesimo tempo è
offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore, offre la propria vita al Padre suo
nello Spirito Santo per riparare la nostra disobbedienza. (Catechismo della Chiesa Cattolica 613,
614)
Meditazione – Che male fu per il Cristo l’essere messo a morte? Malvagi furono certo quelli che
vollero compiere il male; ma niente di male capitò a colui che essi tormentavano. Venne uccisa una
carne mortale, ma con la morte venne uccisa la morte, e a noi venne offerta una testimonianza di
pazienza e presentata una prova anticipata, come un modello, della nostra resurrezione. Quanti e
quali benefici derivarono al giusto attraverso il male compiuto dall’ingiusto! Questa è la grandezza
di Dio: essere autore del bene che tu fai e saper ricavare il bene anche dal tuo male. Non stupirti,
dunque, se Dio permette il male. Lo permette per un suo giudizio; lo permette entro una certa
misura, numero e peso. Presso di lui non c’è ingiustizia. Quanto a te, vedi di appartenere soltanto a
lui, riponi in lui la tua speranza; sia lui il tuo soccorso, la tua salvezza; in lui sia il tuo luogo sicuro,
la torre della tua fortezza. Sia lui il tuo rifugio, e vedrai che non permetterà che tu venga tentato
oltre le tue capacità (cf. 1 Cor 10, 13); anzi, con la tentazione ti darà il mezzo per uscire vittorioso
dalla prova. (Sant’Agostino, Esposizione dei Salmi, in Ps. 61, 22)
Preghiamo – O Dio, che accanto al tuo Figlio hai voluto presente la Vergine Madre, associata in un
unico martirio, fa’ che il popolo cristiano, accogliendo questo segno del tuo amore, sperimenti
sempre più i frutti della redenzione.

Quarto Mistero – Gesù sale al calvario

La Parola del Signore – Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato
Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai
Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò
in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare».

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Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce,
si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due,
uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre
sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». (Gv 19, 13-19)
La Fede della Chiesa – “Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori,
così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19). Con la sua
obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre “se
stesso in espiazione “, mentre porta “il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro
iniquità” . Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati.
(Catechismo della Chiesa Cattolica 615)
Meditazione – In due modi portiamo la croce del Signore: quando con la rinuncia domiamo la carne
e quando, per vera compassione del prossimo, sentiamo i suoi bisogni come fossero nostri. Chi
soffre personalmente quando il prossimo è ammalato, porta la croce del Signore. Ma si sappia bene:
vi sono alcuni uomini che domano con gran rigore la loro carne non per la volontà di Dio, ma solo
per futile vanagloria. E ve ne sono altri, e molti, che hanno compassione del prossimo non in modo
spirituale, ma solo carnale; e questa compassione non è in loro virtù, ma piuttosto vizio, per la loro
esagerata tenerezza. Tutti costoro sembra che portino la croce del Signore, ma essi non seguono il
Signore. Per questo la Verità dice rettamente: «Chi non porta la mia croce e mi segue, non può essere
mio discepolo». Infatti, portare la croce e seguire il Signore significa rinunciare completamente ai
piaceri carnali e avere compassione del prossimo per vero zelo della beatitudine. Chi fa ciò solo con
fine umano, porta la croce, ma non segue il Signore. (San Gregorio Magno, Predica per la festa di
un santo martire)
Preghiamo – O Dio, che nel sangue prezioso del tuo Figlio hai riconciliato a te il mondo, e ai piedi
della croce hai costituito la Vergine Maria riconciliatrice dei peccatori, per i suoi meriti e le sue
preghiere, concedi a noi il perdono delle colpe e una rinnovata esperienza del tuo amore.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, Gesù mio

Quinto Mistero – Gesù muore in croce

La Parola del Signore – Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria
di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli
amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E
da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era
stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d’aceto;
posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E
dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.
(Gv 19, 25-30)
La Fede della Chiesa – E’ l’amore “sino alla fine” (Gv 13,1) che conferisce valore di redenzione e di
riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e amati
nell’offerta della sua vita. “L’amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi
tutti sono morti” (2Cor 5,14). Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in grado di prendere su di
sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti. L’esistenza in Cristo della Persona
divina del Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce
Capo di tutta l’umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti. La sua santissima
passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione” insegna il Concilio di Trento
sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come “causa di salvezza eterna” (Eb 5,9). E la
Chiesa venera la croce cantando: “O crux, ave, spes unica – Ave, o croce, unica speranza”
[Inno Vexilla Regis]. (Catechismo della Chiesa Cattolica 616, 617)
Meditazione – E’ dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu
formata Eva. Per questo Mosè, parlando del primo uomo, usa l’espressione: « ossa delle mie ossa,
carne della mia carne » (Gn 2,23), per indicarci il costato del Signore. Similmente come Dio formò la

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donna dal fianco di Adamo, così Cristo ci ha donato l’acqua e il sangue dal suo costato per formare
la Chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il
sangue e l’acqua durante il sonno della sua morte. Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa,
vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra
vita. Come la donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue
coloro che ha rigenerato. (Dalle «Catechesi» di san Giovanni Crisostomo, vescovo; Catech. 3,13-19;
SC 50,174-177)
Preghiamo Dio, Padre di misericordia, il tuo unico Figlio, morente sulla croce, ha donato a noi come
nostra madre la sua stessa madre, la beata Vergine Maria; fa’ che sorretta dal suo amore, la tua
Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, Gesù mio
Salve Regina…
Litanie lauretane
Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.
Padre del cielo, che sei Dio,
Abbi pietà di noi.
Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio,
Spirito Santo, che sei Dio,
Santa Trinità, unico Dio,
Santa Maria,
prega per noi.
Santa Madre di Dio,
Santa Vergine delle vergini,
Madre di Cristo,
Madre della Chiesa,
Madre della divina grazia,
Madre purissima,
Madre castissima,
Madre sempre vergine,
Madre immacolata,
Madre degna d’amore,
Madre ammirabile,
Madre del buon consiglio,
Madre del Creatore,
Madre del Salvatore,
Madre di misericordia,
Vergine prudentissima,
Vergine degna di onore,
Vergine degna di lode,
Vergine potente,
Vergine clemente,
Vergine fedele,
Specchio della santità divina,
Sede della Sapienza,
Causa della nostra letizia,
Tempio dello Spirito Santo,
Tabernacolo dell’eterna gloria,
Dimora tutta consacrata a Dio,
Rosa mistica,
Torre di Davide,

Torre d’avorio,
Casa d’oro,
Arca dell’alleanza,
Porta del cielo,
Stella del mattino,
Salute degli infermi,
Rifugio dei peccatori,
Consolatrice degli afflitti,
Aiuto dei cristiani,
Regina degli Angeli,
Regina dei Patriarchi,
Regina dei Profeti,
Regina degli Apostoli,
Regina dei Martiri,
Regina dei veri cristiani,
Regina delle Vergini,
Regina di tutti i Santi,
Regina concepita senza peccato originale,
Regina assunta in cielo,
Regina del santo Rosario,
Regina della famiglia,
Regina della pace.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci, o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo
Concedi ai tuoi fedeli,
Signore Dio nostro,
di godere sempre la salute del corpo e dello
spirito,
per la gloriosa intercessione
di Maria santissima, sempre vergine,
salvaci dai mali che ora ci rattristano
e guidaci alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

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  1. LETTURA E MEDITAZIONE DEL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2020
    «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (2Cor 5,20)

Cari fratelli e sorelle!
Anche quest’anno il Signore ci concede un tempo propizio per prepararci a celebrare con
cuore rinnovato il grande Mistero della morte e risurrezione di Gesù, cardine della vita cristiana
personale e comunitaria. A questo Mistero dobbiamo ritornare continuamente, con la mente e con
il cuore. Infatti, esso non cessa di crescere in noi nella misura in cui ci lasciamo coinvolgere dal suo
dinamismo spirituale e aderiamo ad esso con risposta libera e generosa.
1. Il Mistero pasquale, fondamento della conversione – La gioia del cristiano scaturisce dall’ascolto
e dall’accoglienza della Buona Notizia della morte e risurrezione di Gesù: il kerygma. Esso riassume
il Mistero di un amore «così reale, così vero, così concreto, che ci offre una relazione piena di dialogo sincero
e fecondo» (Esort. ap. Christus vivit, 117). Chi crede in questo annuncio respinge la menzogna
secondo cui la nostra vita sarebbe originata da noi stessi, mentre in realtà essa nasce dall’amore di
Dio Padre, dalla sua volontà di dare la vita in abbondanza (cfr Gv10,10). Se invece si presta ascolto
alla voce suadente del “padre della menzogna” (cfr Gv 8,45) si rischia di sprofondare nel baratro
del nonsenso, sperimentando l’inferno già qui sulla terra, come testimoniano purtroppo molti eventi
drammatici dell’esperienza umana personale e collettiva.
In questa Quaresima 2020 vorrei perciò estendere ad ogni cristiano quanto già ho scritto ai giovani
nell’Esortazione apostolica Christus vivit: «Guarda le braccia aperte di Cristo crocifisso, lasciati
salvare sempre nuovamente. E quando ti avvicini per confessare i tuoi peccati, credi fermamente
nella sua misericordia che ti libera dalla colpa. Contempla il suo sangue versato con tanto affetto e
lasciati purificare da esso. Così potrai rinascere sempre di nuovo» (n. 123). La Pasqua di Gesù non
è un avvenimento del passato: per la potenza dello Spirito Santo è sempre attuale e ci permette di
guardare e toccare con fede la carne di Cristo in tanti sofferenti.
2. Urgenza della conversione – È salutare contemplare più a fondo il Mistero pasquale, grazie al
quale ci è stata donata la misericordia di Dio. L’esperienza della misericordia, infatti, è possibile
solo in un “faccia a faccia” col Signore crocifisso e risorto «che mi ha amato e ha consegnato se stesso
per me» (Gal 2,20). Un dialogo cuore a cuore, da amico ad amico. Ecco perché la preghiera è tanto
importante nel tempo quaresimale. Prima che essere un dovere, essa esprime l’esigenza di
corrispondere all’amore di Dio, che sempre ci precede e ci sostiene. Il cristiano, infatti, prega nella
consapevolezza di essere indegnamente amato. La preghiera potrà assumere forme diverse, ma ciò
che veramente conta agli occhi di Dio è che essa scavi dentro di noi, arrivando a scalfire la durezza
del nostro cuore, per convertirlo sempre più a Lui e alla sua volontà.
In questo tempo favorevole, lasciamoci perciò condurre come Israele nel deserto (cfr Os 2,16), così
da poter finalmente ascoltare la voce del nostro Sposo, lasciandola risuonare in noi con maggiore
profondità e disponibilità. Quanto più ci lasceremo coinvolgere dalla sua Parola, tanto più
riusciremo a sperimentare la sua misericordia gratuita per noi. Non lasciamo perciò passare invano
questo tempo di grazia, nella presuntuosa illusione di essere noi i padroni dei tempi e dei modi
della nostra conversione a Lui.
3. L’appassionata volontà di Dio di dialogare con i suoi figli – Il fatto che il Signore ci offra ancora
una volta un tempo favorevole alla nostra conversione non dobbiamo mai darlo per scontato.
Questa nuova opportunità dovrebbe suscitare in noi un senso di riconoscenza e scuoterci dal nostro
torpore. Malgrado la presenza, talvolta anche drammatica, del male nella nostra vita, come in quella
della Chiesa e del mondo, questo spazio offerto al cambiamento di rotta esprime la tenace volontà
di Dio di non interrompere il dialogo di salvezza con noi. In Gesù crocifisso, che «Dio fece peccato
in nostro favore» (2Cor 5,21), questa volontà è arrivata al punto di far ricadere sul suo Figlio tutti i
nostri peccati, fino a “mettere Dio contro Dio”, come disse Papa Benedetto XVI (cfr Enc. Deus caritas
est, 12). Dio infatti ama anche i suoi nemici (cfr Mt 5,43-48).

9

Il dialogo che Dio vuole stabilire con ogni uomo, mediante il Mistero pasquale del suo Figlio, non è
come quello attribuito agli abitanti di Atene, i quali «non avevano passatempo più gradito che
parlare o ascoltare le ultime novità» (At 17,21). Questo tipo di chiacchiericcio, dettato da vuota e
superficiale curiosità, caratterizza la mondanità di tutti i tempi, e ai nostri giorni può insinuarsi
anche in un uso fuorviante dei mezzi di comunicazione.
4. Una ricchezza da condividere, non da accumulare solo per sé – Mettere il Mistero pasquale al
centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante
vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle
molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra,
del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma
di idolatria.
Anche oggi è importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei
propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale
all’edificazione di un mondo più equo. La condivisione nella carità rende l’uomo più umano;
l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo. Possiamo e dobbiamo
spingerci anche oltre, considerando le dimensioni strutturali dell’economia. Per questo motivo,
nella Quaresima del 2020, dal 26 al 28 marzo, ho convocato ad Assisi giovani economisti,
imprenditori e change-makers, con l’obiettivo di contribuire a delineare un’economia più giusta e
inclusiva di quella attuale. Come ha più volte ripetuto il magistero della Chiesa, la politica è una
forma eminente di carità (cfr Pio XI, Discorso alla FUCI, 18 dicembre 1927). Altrettanto lo sarà
l’occuparsi dell’economia con questo stesso spirito evangelico, che è lo spirito delle Beatitudini.
Invoco l’intercessione di Maria Santissima sulla prossima Quaresima, affinché accogliamo l’appello
a lasciarci riconciliare con Dio, fissiamo lo sguardo del cuore sul Mistero pasquale e ci convertiamo
a un dialogo aperto e sincero con Dio. In questo modo potremo diventare ciò che Cristo dice dei
suoi discepoli: sale della terra e luce del mondo (cfr Mt 5,13-14).

Francesco
Roma, presso San Giovanni in Laterano, 7 ottobre 2019,
Memoria della Beata Maria Vergine del Rosario

Diocesi Reggio Emilia – Guastalla – Mercoledì delle Ceneri
Testi per la preghiera e meditazione nelle case

All’inizio del Tempo di Quaresima, nell’impossibilità di poter partecipare alle tradizionali funzioni religiose previste dal Calendario Liturgico, ogni fedele è invitato a vivere, in un clima di preghiera e penitenza, l’inizio di questo tempo di grazia. Accogliendo l’invito del Vescovo Massimo e quanto Papa Francesco ha scritto nel Messaggio per la Quaresima
di quest’anno, si propongono di seguito alcuni testi che possono essere utilizzati per la preghiera personale, in famiglia
e nei vari luoghi dove viviamo.
1. LETTURA E MEDITAZIONE PERSONALE DELLE LETTURE TRATTE DALLA LITURGIA DEL GIORNO
Dal libro del profeta Gioele (Gl 2,12-18)
Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio,
perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all’ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libazione per il Signore, vostro Dio.
Suonate il corno in Sion,
proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo,

indite un’assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov’è il loro Dio?».
Il Signore si mostra geloso per la sua terra
e si muove a compassione del suo popolo.

Preghiera del Salmo 50(51)
Da recitarsi a cori alterni (se possibile)

Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore
cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell’intimo m’insegni la sapienza.
Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.
Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato *
tu, o Dio, non disprezzi.
Nel tuo amore
fa’ grazia a Sion, *
rialza le mura
di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l’olocausto e l’intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

3

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2Cor 5,20 -6,2)
Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta.
Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto
peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice
infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora
il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
Lettura del Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia
davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il
Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te,
come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi
dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua
sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel
segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze,
amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la
loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre
tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria
disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro
ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda
che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti
ricompenserà».

 

2. PREGHIERA DEL SANTO ROSARIO CON MEDITAZIONE DEI MISTERI DOLOROSI

Primo Mistero – La preghiera di Gesù nel Getsemani

La Parola del Signore – Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi
discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a
sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e
vegliate». Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da
lui quell’ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non
ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo
sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. (Mc 14,32-36; Lc 22,44)
La Fede della Chiesa – Il calice della Nuova Alleanza, che Gesù ha anticipato alla Cena offrendo se
stesso, in seguito egli lo accoglie dalle mani del Padre nell’agonia al Getsemani facendosi
“obbediente fino alla morte” (Fil 2,8). Gesù prega: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo
calice!” (Mt 26,39). Egli esprime così l’orrore che la morte rappresenta per la sua natura umana.
Questa, infatti, come la nostra, è destinata alla vita eterna; in più, a differenza della nostra, è
perfettamente esente dal peccato che causa la morte; ma soprattutto è assunta dalla Persona divina
dell’ “Autore della vita” (At 3,15), del “Vivente” (Ap 1,17). Accettando nella sua volontà umana che
sia fatta la volontà del Padre, Gesù accetta la sua morte in quanto redentrice, per “portare i nostri
peccati nel suo corpo sul legno della croce” (1Pt 2,24). (Catechismo della Chiesa Cattolica 612)
Meditazione – Sono io, [dice Gesù], e atterra gli empi. Che cosa farà quando verrà a giudicare, colui
che ha fatto questo quando doveva essere giudicato? Quale sarà la sua potenza quando verrà per
regnare, se era tanta quando stava per morire? Anche adesso, per mezzo del Vangelo, Cristo fa
sentire ovunque la sua voce. E’ certo i persecutori andarono, guidati dal traditore, per arrestare
Gesù; trovarono colui che cercavano e udirono la sua voce: Sono io: perché non lo presero, ma
indietreggiarono e caddero in terra, se non perché così volle colui che poteva tutto ciò che voleva?
Ma in verità, se egli non si fosse mai lasciato prendere, essi certamente non avrebbero potuto
compiere ciò per cui erano andati, ma nemmeno lui avrebbe potuto effettuare ciò per cui era venuto.
Essi lo cercavano, nella loro crudeltà, per metterlo a morte; egli cercava noi per salvarci con la sua
morte. Egli ha dato una prova della sua potenza a coloro che invano hanno tentato di arrestarlo; lo
prendano ormai, affinché egli possa compiere la sua volontà per mezzo di essi che lo ignorano.
(Sant’Agostino, Commento al Vangelo di Giovanni, Omelia 112)

Preghiamo – O Dio, che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai voluto continuare la passione del
tuo Figlio nelle membra piagate del suo corpo, che è la Chiesa, fa’ che uniti alla Madre Addolorata
ai piedi della croce impariamo a riconoscere e servire con amore premuroso il Cristo sofferente nei
fratelli.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, Gesù mio

Secondo Mistero – La flagellazione di Gesù

La Parola del Signore – Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre
più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo
sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri
figli». Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché
fosse crocifisso. (Mt 27, 24-26)
La Fede della Chiesa – Le sofferenze di Gesù hanno preso la loro forma storica concreta dal fatto
che egli è stato “riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi” (Mc 8,31), i quali lo
hanno consegnato “ai pagani” perché fosse “schernito e flagellato e crocifisso” (Mt 20,19). La morte
violenta di Gesù non è stata frutto del caso in un concorso sfavorevole di circostanze. Essa
appartiene al mistero del disegno di Dio, come spiega san Pietro agli Ebrei di Gerusalemme fin dal
suo primo discorso di Pentecoste: “Egli fu consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la
prescienza di Dio” (At 2,23). Questo linguaggio biblico non significa che quelli che hanno

“consegnato” Gesù (At 3,13) siano stati solo esecutori passivi di una vicenda scritta in precedenza
da Dio. (Catechismo della Chiesa Cattolica 572, 599)
Meditazione – Così si adempiva ciò che Cristo aveva predetto di se stesso, insegnando ai martiri a
sopportare tutto ciò che ai persecutori fosse piaciuto di far loro subire. Occultando per breve tempo
la sua tremenda maestà, voleva anzitutto proporre alla nostra imitazione un grande esempio di
pazienza; il suo regno che non era di questo mondo, vinceva così il mondo superbo, non con
sanguinose lotte, ma con l’umiltà della pazienza; questo grano, che doveva moltiplicarsi, veniva
seminato in mezzo a così orribili oltraggi, per germogliare mirabilmente nella gloria.
(Sant’Agostino, Omelia 116,1)
Preghiamo – O Dio, che per redimere il genere umano, sedotto dagli inganni del maligno, hai
associato alla passione del tuo Figlio la Madre Addolorata, fa’ che tutti i figli di Adamo, risanati
dagli effetti devastanti della colpa, siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, Gesù mio

Terzo Mistero – Gesù è coronato di spine

La Parola del Signore – Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e
convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine,
gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il
capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo
averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per
crocifiggerlo. (Mc 15, 17-20)
La Fede della Chiesa – La morte di Cristo è contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie
la redenzione definitiva degli uomini per mezzo dell’”Agnello che toglie il peccato del mondo” (Gv
1,29) e il sacrificio della Nuova Alleanza che di nuovo mette l’uomo in comunione con Dio
riconciliandolo con lui mediante il sangue “versato per molti in remissione dei peccati” (Mt 26,28).
Questo sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici. Esso è innanzitutto un dono dello
stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per riconciliare noi con lui. Nel medesimo tempo è
offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore, offre la propria vita al Padre suo
nello Spirito Santo per riparare la nostra disobbedienza. (Catechismo della Chiesa Cattolica 613,
614)
Meditazione – Che male fu per il Cristo l’essere messo a morte? Malvagi furono certo quelli che
vollero compiere il male; ma niente di male capitò a colui che essi tormentavano. Venne uccisa una
carne mortale, ma con la morte venne uccisa la morte, e a noi venne offerta una testimonianza di
pazienza e presentata una prova anticipata, come un modello, della nostra resurrezione. Quanti e
quali benefici derivarono al giusto attraverso il male compiuto dall’ingiusto! Questa è la grandezza
di Dio: essere autore del bene che tu fai e saper ricavare il bene anche dal tuo male. Non stupirti,
dunque, se Dio permette il male. Lo permette per un suo giudizio; lo permette entro una certa
misura, numero e peso. Presso di lui non c’è ingiustizia. Quanto a te, vedi di appartenere soltanto a
lui, riponi in lui la tua speranza; sia lui il tuo soccorso, la tua salvezza; in lui sia il tuo luogo sicuro,
la torre della tua fortezza. Sia lui il tuo rifugio, e vedrai che non permetterà che tu venga tentato
oltre le tue capacità (cf. 1 Cor 10, 13); anzi, con la tentazione ti darà il mezzo per uscire vittorioso
dalla prova. (Sant’Agostino, Esposizione dei Salmi, in Ps. 61, 22)
Preghiamo – O Dio, che accanto al tuo Figlio hai voluto presente la Vergine Madre, associata in un
unico martirio, fa’ che il popolo cristiano, accogliendo questo segno del tuo amore, sperimenti
sempre più i frutti della redenzione.

Quarto Mistero – Gesù sale al calvario

La Parola del Signore – Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato
Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai
Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò
in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare».

6

Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce,
si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due,
uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre
sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». (Gv 19, 13-19)
La Fede della Chiesa – “Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori,
così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,19). Con la sua
obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre “se
stesso in espiazione “, mentre porta “il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro
iniquità” . Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati.
(Catechismo della Chiesa Cattolica 615)
Meditazione – In due modi portiamo la croce del Signore: quando con la rinuncia domiamo la carne
e quando, per vera compassione del prossimo, sentiamo i suoi bisogni come fossero nostri. Chi
soffre personalmente quando il prossimo è ammalato, porta la croce del Signore. Ma si sappia bene:
vi sono alcuni uomini che domano con gran rigore la loro carne non per la volontà di Dio, ma solo
per futile vanagloria. E ve ne sono altri, e molti, che hanno compassione del prossimo non in modo
spirituale, ma solo carnale; e questa compassione non è in loro virtù, ma piuttosto vizio, per la loro
esagerata tenerezza. Tutti costoro sembra che portino la croce del Signore, ma essi non seguono il
Signore. Per questo la Verità dice rettamente: «Chi non porta la mia croce e mi segue, non può essere
mio discepolo». Infatti, portare la croce e seguire il Signore significa rinunciare completamente ai
piaceri carnali e avere compassione del prossimo per vero zelo della beatitudine. Chi fa ciò solo con
fine umano, porta la croce, ma non segue il Signore. (San Gregorio Magno, Predica per la festa di
un santo martire)
Preghiamo – O Dio, che nel sangue prezioso del tuo Figlio hai riconciliato a te il mondo, e ai piedi
della croce hai costituito la Vergine Maria riconciliatrice dei peccatori, per i suoi meriti e le sue
preghiere, concedi a noi il perdono delle colpe e una rinnovata esperienza del tuo amore.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, Gesù mio

Quinto Mistero – Gesù muore in croce

La Parola del Signore – Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria
di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli
amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E
da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era
stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d’aceto;
posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E
dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.
(Gv 19, 25-30)
La Fede della Chiesa – E’ l’amore “sino alla fine” (Gv 13,1) che conferisce valore di redenzione e di
riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e amati
nell’offerta della sua vita. “L’amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi
tutti sono morti” (2Cor 5,14). Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in grado di prendere su di
sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti. L’esistenza in Cristo della Persona
divina del Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce
Capo di tutta l’umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti. La sua santissima
passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione” insegna il Concilio di Trento
sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come “causa di salvezza eterna” (Eb 5,9). E la
Chiesa venera la croce cantando: “O crux, ave, spes unica – Ave, o croce, unica speranza”
[Inno Vexilla Regis]. (Catechismo della Chiesa Cattolica 616, 617)
Meditazione – E’ dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu
formata Eva. Per questo Mosè, parlando del primo uomo, usa l’espressione: « ossa delle mie ossa,
carne della mia carne » (Gn 2,23), per indicarci il costato del Signore. Similmente come Dio formò la donna dal fianco di Adamo, così Cristo ci ha donato l’acqua e il sangue dal suo costato per formare
la Chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il
sangue e l’acqua durante il sonno della sua morte. Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa,
vedete con quale cibo ci nutre. Per il suo sangue nasciamo, con il suo sangue alimentiamo la nostra
vita. Come la donna nutre il figlio col proprio latte, così il Cristo nutre costantemente col suo sangue
coloro che ha rigenerato. (Dalle «Catechesi» di san Giovanni Crisostomo, vescovo; Catech. 3,13-19; SC 50,174-177)

Preghiamo Dio, Padre di misericordia, il tuo unico Figlio, morente sulla croce, ha donato a noi come
nostra madre la sua stessa madre, la beata Vergine Maria; fa’ che sorretta dal suo amore, la tua
Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli.
Padre Nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre, Gesù mio
Salve Regina…
Litanie lauretane
Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.
Padre del cielo, che sei Dio,
Abbi pietà di noi.
Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio,
Spirito Santo, che sei Dio,
Santa Trinità, unico Dio,
Santa Maria,
prega per noi.
Santa Madre di Dio,
Santa Vergine delle vergini,
Madre di Cristo,
Madre della Chiesa,
Madre della divina grazia,
Madre purissima,
Madre castissima,
Madre sempre vergine,
Madre immacolata,
Madre degna d’amore,
Madre ammirabile,
Madre del buon consiglio,
Madre del Creatore,
Madre del Salvatore,
Madre di misericordia,
Vergine prudentissima,
Vergine degna di onore,
Vergine degna di lode,
Vergine potente,
Vergine clemente,
Vergine fedele,
Specchio della santità divina,
Sede della Sapienza,
Causa della nostra letizia,
Tempio dello Spirito Santo,
Tabernacolo dell’eterna gloria,
Dimora tutta consacrata a Dio,
Rosa mistica,
Torre di Davide,

Torre d’avorio,
Casa d’oro,
Arca dell’alleanza,
Porta del cielo,
Stella del mattino,
Salute degli infermi,
Rifugio dei peccatori,
Consolatrice degli afflitti,
Aiuto dei cristiani,
Regina degli Angeli,
Regina dei Patriarchi,
Regina dei Profeti,
Regina degli Apostoli,
Regina dei Martiri,
Regina dei veri cristiani,
Regina delle Vergini,
Regina di tutti i Santi,
Regina concepita senza peccato originale,
Regina assunta in cielo,
Regina del santo Rosario,
Regina della famiglia,
Regina della pace.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci, o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo
Concedi ai tuoi fedeli,
Signore Dio nostro,
di godere sempre la salute del corpo e dello
spirito,
per la gloriosa intercessione
di Maria santissima, sempre vergine,
salvaci dai mali che ora ci rattristano
e guidaci alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

8

3. LETTURA E MEDITAZIONE DEL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2020
«Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (2Cor 5,20)

Cari fratelli e sorelle!
Anche quest’anno il Signore ci concede un tempo propizio per prepararci a celebrare con
cuore rinnovato il grande Mistero della morte e risurrezione di Gesù, cardine della vita cristiana
personale e comunitaria. A questo Mistero dobbiamo ritornare continuamente, con la mente e con
il cuore. Infatti, esso non cessa di crescere in noi nella misura in cui ci lasciamo coinvolgere dal suo
dinamismo spirituale e aderiamo ad esso con risposta libera e generosa.
1. Il Mistero pasquale, fondamento della conversione – La gioia del cristiano scaturisce dall’ascolto
e dall’accoglienza della Buona Notizia della morte e risurrezione di Gesù: il kerygma. Esso riassume
il Mistero di un amore «così reale, così vero, così concreto, che ci offre una relazione piena di dialogo sincero
e fecondo» (Esort. ap. Christus vivit, 117). Chi crede in questo annuncio respinge la menzogna
secondo cui la nostra vita sarebbe originata da noi stessi, mentre in realtà essa nasce dall’amore di
Dio Padre, dalla sua volontà di dare la vita in abbondanza (cfr Gv10,10). Se invece si presta ascolto
alla voce suadente del “padre della menzogna” (cfr Gv 8,45) si rischia di sprofondare nel baratro
del nonsenso, sperimentando l’inferno già qui sulla terra, come testimoniano purtroppo molti eventi
drammatici dell’esperienza umana personale e collettiva.
In questa Quaresima 2020 vorrei perciò estendere ad ogni cristiano quanto già ho scritto ai giovani
nell’Esortazione apostolica Christus vivit: «Guarda le braccia aperte di Cristo crocifisso, lasciati
salvare sempre nuovamente. E quando ti avvicini per confessare i tuoi peccati, credi fermamente
nella sua misericordia che ti libera dalla colpa. Contempla il suo sangue versato con tanto affetto e
lasciati purificare da esso. Così potrai rinascere sempre di nuovo» (n. 123). La Pasqua di Gesù non
è un avvenimento del passato: per la potenza dello Spirito Santo è sempre attuale e ci permette di
guardare e toccare con fede la carne di Cristo in tanti sofferenti.
2. Urgenza della conversione – È salutare contemplare più a fondo il Mistero pasquale, grazie al
quale ci è stata donata la misericordia di Dio. L’esperienza della misericordia, infatti, è possibile
solo in un “faccia a faccia” col Signore crocifisso e risorto «che mi ha amato e ha consegnato se stesso
per me» (Gal 2,20). Un dialogo cuore a cuore, da amico ad amico. Ecco perché la preghiera è tanto
importante nel tempo quaresimale. Prima che essere un dovere, essa esprime l’esigenza di
corrispondere all’amore di Dio, che sempre ci precede e ci sostiene. Il cristiano, infatti, prega nella
consapevolezza di essere indegnamente amato. La preghiera potrà assumere forme diverse, ma ciò
che veramente conta agli occhi di Dio è che essa scavi dentro di noi, arrivando a scalfire la durezza
del nostro cuore, per convertirlo sempre più a Lui e alla sua volontà.
In questo tempo favorevole, lasciamoci perciò condurre come Israele nel deserto (cfr Os 2,16), così
da poter finalmente ascoltare la voce del nostro Sposo, lasciandola risuonare in noi con maggiore
profondità e disponibilità. Quanto più ci lasceremo coinvolgere dalla sua Parola, tanto più
riusciremo a sperimentare la sua misericordia gratuita per noi. Non lasciamo perciò passare invano
questo tempo di grazia, nella presuntuosa illusione di essere noi i padroni dei tempi e dei modi
della nostra conversione a Lui.
3. L’appassionata volontà di Dio di dialogare con i suoi figli – Il fatto che il Signore ci offra ancora
una volta un tempo favorevole alla nostra conversione non dobbiamo mai darlo per scontato.
Questa nuova opportunità dovrebbe suscitare in noi un senso di riconoscenza e scuoterci dal nostro
torpore. Malgrado la presenza, talvolta anche drammatica, del male nella nostra vita, come in quella
della Chiesa e del mondo, questo spazio offerto al cambiamento di rotta esprime la tenace volontà
di Dio di non interrompere il dialogo di salvezza con noi. In Gesù crocifisso, che «Dio fece peccato
in nostro favore» (2Cor 5,21), questa volontà è arrivata al punto di far ricadere sul suo Figlio tutti i
nostri peccati, fino a “mettere Dio contro Dio”, come disse Papa Benedetto XVI (cfr Enc. Deus caritas
est, 12). Dio infatti ama anche i suoi nemici (cfr Mt 5,43-48).

9

Il dialogo che Dio vuole stabilire con ogni uomo, mediante il Mistero pasquale del suo Figlio, non è come quello attribuito agli abitanti di Atene, i quali «non avevano passatempo più gradito che parlare o ascoltare le ultime novità» (At 17,21). Questo tipo di chiacchiericcio, dettato da vuota e superficiale curiosità, caratterizza la mondanità di tutti i tempi, e ai nostri giorni può insinuarsi anche in un uso fuorviante dei mezzi di comunicazione.
4. Una ricchezza da condividere, non da accumulare solo per sé – Mettere il Mistero pasquale al
centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante
vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle
molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra,
del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma
di idolatria.
Anche oggi è importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei
propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale
all’edificazione di un mondo più equo. La condivisione nella carità rende l’uomo più umano;
l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo. Possiamo e dobbiamo
spingerci anche oltre, considerando le dimensioni strutturali dell’economia. Per questo motivo,
nella Quaresima del 2020, dal 26 al 28 marzo, ho convocato ad Assisi giovani economisti,
imprenditori e change-makers, con l’obiettivo di contribuire a delineare un’economia più giusta e
inclusiva di quella attuale. Come ha più volte ripetuto il magistero della Chiesa, la politica è una
forma eminente di carità (cfr Pio XI, Discorso alla FUCI, 18 dicembre 1927). Altrettanto lo sarà
l’occuparsi dell’economia con questo stesso spirito evangelico, che è lo spirito delle Beatitudini.
Invoco l’intercessione di Maria Santissima sulla prossima Quaresima, affinché accogliamo l’appello
a lasciarci riconciliare con Dio, fissiamo lo sguardo del cuore sul Mistero pasquale e ci convertiamo
a un dialogo aperto e sincero con Dio. In questo modo potremo diventare ciò che Cristo dice dei
suoi discepoli: sale della terra e luce del mondo (cfr Mt 5,13-14).

Francesco
Roma, presso San Giovanni in Laterano, 7 ottobre 2019,
Memoria della Beata Maria Vergine del Rosario