27 ottobre 2018

Cari amici,

nella mia settimana di silenzio avrei voluto scrivere un messaggio personale a tutti .. proprio tutti!

Ma non è possibile, ho provato a guardare il librone ma non capisco la calligrafia e così ho pensato di far circolare questa mia a nome mio dei ragazzi e di Teresa.

Volevo ringraziare il team della logistica qui a casa e in Chiesa. Gli amici del villaggio, che hanno lavorato con sedie, tavoli, luci e non so quant’altro: Tiziano e Rossella, Licia e Paolo, Uber e Elena Piero e Lalla, Mario, Sandro, Marco, Mauro Benny e i ragazzi, lo zio Lucio e Adler

Il team del cibo coordinati dalle mie splendide ancelle Chiara Panciroli e Chiara Panizzi: Luisa Soncini e Lulli,  Rossella,Licia e Paolo,  Anna, Paola, Luisa, Rosaria e Meme, Marialinda Checca, Paola, Elena …

Cicca e Ilaria … mi viene da piangere.

Le nostre  famiglie: Pippo che è stato qui da subito ad aspettare e benedire Giovanni, le mie sorelle Sara e Chiara che hanno pensato al libretto e alla liturgia, Pietro che, vincendo sé stesso, ha diretto il coro con una dolcezza incredibile e le mie nipotine Agata e Ceci cha mi hanno cantato ancora una volta il canto del guerriero  e tutti i fratelli e nipoti e i parenti  Gatti  e Tagliaferri con  così presenti e affettuosi.

Marco e Simone

Chi  ha preparato la chiesa e riordinato: Lucia,Pietro Bolo ,Pitch, Lollo , Filippo e Giovanni, Gabriele e Anna, Sara, Elena e Fra.

Giovanni Paolo che ci ha unti

Sandro che ha celebrato tornando da Gerusalemme, a suo fratello Davide che ha peregrinato per aeroporti per portarlo a casa in tempo.

I tanti celebranti: Paolo, Giuseppe, Daniele, Emanuele, Romano, Luciano, Corrado, Paolo e i diaconi Adler, Marino, Sandro che con tanta fatica ci ha letto il vangelo, Felice e Pippo, forse Antonio? Non mi ricordo, ma mi ricordo il tuo abbraccio il 29 agosto per San Giovanni.

La Piccola Famiglia dell’Annunziata, sempre presente nei momenti più importanti della nostra vita.

I don Davide e Antonio che ci hanno sostenuti lungo tutto il mese precedente.

I  ragazzi di Emme Delta qui alla sera a preparare e diffondere il necrologio.

I colleghi e clienti che ci hanno restituito  lo spaccato professionale di  Giovanni e la sua grande umanità.

Chi ha preso un aereo o un treno per esserci come  Irene e Ceci, Tia

Chi ha cantato e suonato: Lollo, Edo Matteo, Cecco, Giacomo, Bolo, Lollo, Claudio, Matte,  Pitch la Francy, Madda, Meme, Checca e Lollo che a sorpresa ha registrato tutto!
Gli angeli in camicia bianca (tutti) che hanno riportato alla terra Giovanni: Gio e Tommi, Lucio, Checco, Stefano, Mattia, Matteo, Tiziano, Simone, Marco, Gabri, Piero e Nino.

Grazie Ada perché ci sei SEMPRE

Grazie ai nostri amici di Coviolo Sandro Cri, Vale e Paola, Andrea e Barbara che ci hanno regalato una splendida giornata di mare a noi, a Simone e Margherita  ai ragazzi  e ai loro amici per godere ancora della nostra amicizia.

Grazie a TUTTI TUTTI quelli che abbiamo abbracciato e che non abbiamo abbracciato, quelli che sono passati e quelli che non ce l’hanno fatta, quelli che ancora troppo feriti dal loro dolore mi hanno chiesto scusa perché non sarebbero potuti venire. Grazie a tutte le comunità: Rivalta, Coviolo, Preziosissimo, Sacro Cuore San Giuseppe, Immacolata, San Pellegrino … la Chiesa di Reggio.

Grazie a tutti coloro che hanno pregato per noi prima durante e ora.

Grazie a tutti quelli che già ci hanno mandato uno scritto, un ricordo, è una cosa preziosa che ci servirà nei momenti più duri.

Le letture di oggi 27 ottobre sono scritte per noi.

Ef 4,7-16

Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare sé stesso nella carità.

Questo è quello che avete fatto per noi: come il corpo di Cristo che agisce secondo carità e nella verità della fede, con la collaborazione di ogni giuntura e secondo l’energia propria di ogni membro, ci avete sollevato, ci avete portato in braccio perché non sentissimo troppo il dolore. In questo modo ci siamo edificati l’un l’altro nella fede e nella carità.

Il vangelo parla invece del rapporto tra peccato e dolore, una domanda che Giovanni si faceva: “Ma io cosa ho fatto di Male?” Era una domanda seria rivolta a Dio tutte le volte che arrivava una nuova malattia.

E’ una grande tentazione quella di correlare il dolore, la malattia, la tragedia al nostro peccato, questo però è un grande mistero che ci può spiegare solo chi soffre, io non mi attento. Spesso mi diceva: tu non puoi capire. Io ci stavo male, ma sapevo che era vero. Anche nel matrimonio c’è una parte inscrutabile del cuore dell’altro che non ci è dato di comprendere. Infatti, la genesi dice “saranno una carne sola”,  non un’anima sola.

Poi c’è la parabola del vignaiolo che chiede di lasciare ancora il fico e dargli tempo di zappare e concimare. Un po’ come la preghiera di Marta sulle orchidee.

Un collega di Giovanni che lavora con lui da 15 anni mi ha detto che con lui Giovanni ha proprio fatto così, non ha mai tranciato di netto, ha aspettato con pazienza che anche quello che da fuori sembrava un ramo secco potesse rifiorire, e tanti mi hanno detto che il suo approccio alle risorse umane era proprio questo, di sviluppare, dare tempo, ma anche saper usare il concime giusto e il giusto nutrimento, la giusta potatura perché le persone fiorissero o rifiorissero.

Ed anche con me nel mio periodo buio ha aspettato, incoraggiato, sostenuto spinto avanti mettendomi alla luce come si fa con i fiori,  finchè non sono riuscita ad andare avanti e trovare energia per una nuova fioritura.

Carissimi ci mancherà tanto, andiamo avanti, prestiamo la nostra voce a Giovanni che oggi può dire:

Quale gioia, quando mi dissero:

«Andremo alla casa del Signore!».

Già sono fermi i nostri piedi

alle tue porte, Gerusalemme!

Un abbraccio a tutti Lucia